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Sgabelli bianchi strani appetiti e un calice di passito


Questa sera, ho avuto un pensiero per te e virtualmente, desidero condividerlo. Sono finita in un ristorante che non conoscevo e ho avuto un'esperienza piacevole che in un attimo, ha fatto esplodere una serie di emozioni e ricordi legati a te, a noi, a ciò che è stato.

A quello che sono diventata. 

Il maitre mi ha portato una sedia  per poggiare la mia bag e d'improvviso mi sono rivista quando portavo alle clienti lo sgabello bianco. In un attimo si sono risvegliati vecchi appetiti. Bellissimo.
 
Sai perchè?
 
Perchè la maturità acquisita in questo ventennio, ha fatto in modo che io potessi salvare e mettere a frutto il bello, il positivo, di ciò che è stato, di ciò che mi ha trasformata in quello che sono.
 
E sono come un barolo da invecchiamento... con un bagaglio di capacità che mi da una sicurezza senza eguali.  
 
Oggi, non temo più il tempo, quello che, faceva pressing alla mia vita.
 
Oggi, è il tempo che lavora a mio favore. Il tempo è mio alleato. Ed è bellissimo.
 
Non so se riesco a spiegarmi, ma quando ripenso a noi, ho solo buoni pensieri e mi sento fortunata per le cose belle che ho vissuto con te.
 
C'erano presupposti che potevano rendere tutte esperienze ad alto profilo, c'erano presupposti per render tutto speciale, se non fosse che la quotidianità poi, banalizzò ogni cosa. 
 
Quello che abbiamo fatto e vissuto insieme è stato sopra le righe. Non sono impazzita: ho solo imparato a mettere a frutto le fatiche, a valorizzare gli aspetti positivi e a guardare la trasformazione che oggi è in me.
 
Mattoncino dopo mattoncino, sono riuscita a trasformare il dolore in risorsa. Il mio respiro è leggero, come il mio passo e oggi conosco il modo di evadere dalla pesantezza della vita, dalla paura della malattia, dalla paura di esser ferita, tradita. 
 
Io, non so come tu stai. Non so che cosa sei diventato, nè come e se, il passato ti abbia cambiato o viceversa non abbia scalfito la tua dura scorza.
 
Io sono migliore, di ieri, così come le mie reazioni nei rapporti interpersonali. Le offese mi feriscono ancora, ma faccio in modo di non arrivare più sin là... non do tempo, ho imparato ad uscire di scena in un attimo... per ritrovarmi in un attimo, dentro un'altra scena più confortevole, meno ostile. 
 
Ma se dovesse esser l'ultima, vorrei far mio, il pensiero di un grande filosofo ucraino  H. Skovoroda: "Il mondo mi ha inseguito, ma non mi ha mai raggiunto".  ovvero in lingua russa: "Мир ловил меня, но не поймал".
 
Ed ora portami un calice di passito: voglio un brindisi tutto per me.  
 
                                                                                                                                                Wilmaz
 
 


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