"Certe storie non sono destinate a compiersi" è una frase che ripeto sempre tra me e me ogni volta che vedo, sgomenta ed addolorata, immagini di persone morte, a terra, uccise dalla persecuzione russa.
Persone che non ho mai visto, ma che mi pare di conoscere per quel denominatore comune che accompagna tutti i connazionali: quel sentimento forte di riconoscenza per i soldati al fronte, per chi combatte nelle retrovie, per chi assiste ed aiuta la popolazione in difficoltà, per chi dona sostegno e supporto, per chi muore per la bandiera.
In ambienti lontani dai droni e dalle devastazioni, questo concetto, può apparire astruso, ma per chi è empatico o chi ha vissuto in famiglia il clima della guerra, del 15-18 o della Grande guerra, può capire.
E penso alle storie di quegli uomini e donne, come se fossero fuochi lontani, ma ancora visibili e quando smettono d' illuminare sempre scaldano il cuore.
Non mi vergogno di commuovermi quando vedo giovani, ragazze, bambini, babuske ucraine, in ginocchio sul ciglio della strada innevata, attendere l'arrivo del convoglio con le bare dei soldati, quando vedo bandiere sventolare al vento e anziani chiusi nel proprio dolore.
E sento l' impotenza pervadermi il petto... ah, potessi con un gesto porre fine a quello scempio, alle cattiverie che sento ogni giorno, a quegli inutili, sterili discorsi pieni di prosopopea... mentre qualcuno, oggi, è caduto. Provo dolore quando vedo il commilitone che porta alla famiglia del soldato, la bandiera piegata...
E mi emoziono quando alle nove del mattino, in ogni città ucraina, in ogni centro storico, s'innalza al cielo, l'inno nazionale. E' un momento unico, solenne: chi può accosta l'auto, si ferma, e con la mano sul cuore, prega, chiede, ringrazia, lancia un desiderio alle nuvole o pensa ad un amico, un padre, un marito, compagno andato via per sempre e m'intenerisco quando sento un giovane ucraino ringraziare un italiano per il suo sostegno.
Certe luci, anche quando si spengono, restano negli occhi di chi le ha viste splendere.
Non smetteranno mai di rischiarare il cuore, nemmeno di fronte agli orrori della guerra.
Cambiano solo intensità diventando per sempre memoria.
Domani alle 9 del mattino, possa il fiero cielo ucraino, rispolverare nei cuori assopiti d'Europa, l'orgoglio delle proprie bandiere.
Wilma Zanelli - Cuore di panna