Le ali non sono fatte di piume, ma sono di cemento, ferro, macerie.
Un essere che dovrebbe volare, ma che porta addosso il peso del mondo.
È il simbolo di una forza che è sopravvissuta.
Il corpo dell’angelo sembra fatto della stessa materia degli edifici crollati.
Non è un visitatore: è parte del luogo, parte della storia, parte della caduta.
Racconta un popolo che diventa il proprio stesso scudo.
Il fiore che cresce tra le crepe è simbolo di speranza.
Anche spezzato, anche in ginocchio, io sono ancora qui.
L’immagine rappresenta la resilienza che nasce dalla distruzione,
un angelo che non vola più ma che continua a proteggere,
un essere spezzato che non si arrende ed un fiore che cresce dove non dovrebbe.
Andrea Busso