Notte di S. Lorenzo
Il caldo afoso delle settimane passate, aveva messo a dura prova il nuovo ventilatore, ionizzatore, raffrescatore… che, pur in garanzia, aveva deciso di fermarsi, dopo appena una ventina di ore di accensione.
Così, in attesa di una riparazione, optai per un altro modello. Questo in versione night, si proponeva con i suoi silenziosi 36 Db.
La notte, quel rumore, simulava, a chi fosse carico di fantasia narrativa, d’esser in riva al mare, con la risacca che batteva sugli scogli. Quei flap del deflettore spostandosi da destra a sinistra, simulavano il moto perpetuo, dell’alta e bassa marea e lo sciabordio dell’acqua che scorreva sul panetto di ghiaccio per esser più fresca, ricordavano il ruscello che scorreva nella proprietà di famiglia…
Quella notte lo feci notare a Tatina, che tanto amava il mare.
Lei, divertita mi ascoltava, sorrideva pronunciando alcune brevi parole, che per me erano poesia. Quello era il nostro mare. Avevo anche trovato il profumo di salsedine con le sue note frizzanti e vivaci, in una fragranza legnosa, in un eau de parfume. L’avevo acquistato per regalare al nostro olfatto un pensiero rigenerante.
Era quello che potevo offrire alla mamma. Un sogno, un ritorno ai ricordi, nei suoi viaggi in Grecia, in Egitto, sulle strette coste della vicina Liguria, in Abruzzo, in Tunisia…. Nelle oasi a dorso di cammello, a guardare i pellicani litigare tra loro.
Regalarle, con le parole, la libertà di un tempo, la libertà da un malattia di un corpo che, ora, la teneva imprigionata.
Più tardi le lessi questi pensieri, tralasciando quelli che avrebbero potuto ferirla e conclusi: "Tornerai, mammina, sulla spiaggia a sentire il rumore della risacca".
Wz