Gli ultimi fatti di cronaca legati alla richiesta da parte della Comunità islamica della rimozione di un maiale riprodotto in una vetrina della macelleria, indispone la comunità cittadina e quella nazionale e suggerisce un titolo al tema di oggi: "La rivolta dei #maiali".
Iniziamo dal primo punto:
La libertà di esprimere il proprio credo, nel paese ospitante, non deve certo prevaricare il diritto del paese stesso e della sua libertà.
Non ci addentreremo nelle questioni etiche (apriremmo un baratro profondo, in cui la nostra sensibilità ricorderebbe a chi sostiene di "mangiar pesce salutare" che le specie ittiche soffrono ed il loro muto dolore nessuno lo sente (aragoste ed astici raffreddati in ghiaccio fondente, immersi in un bagno di olio di chiodi garofano ed infine buttati in acqua bollente ancora vivi....).
Non ci addentreremo in questioni medico scientifiche legate al consumo eccessivo di carne rossa, però faremo, trattenendoci con intelligenza, una considerazione neutrale, scomodando anche l'Unesco, che promuove la tutela del Patrimonio Mondiale.
La cucina Italiana è stata proclamata Patrimonio Immateriale dell' Umanità Unesco nel 2025.
Si parla di cultura gastronomica made in Italy ( vecchia di secoli) che include conoscenze, sostenibilità legate al territorio e alla stagionalità, tradizione e biodiversità, elementi già tanto cari ad i nostri bisnonni ed avi.
Cultura gastronomica estremamente varia, con tante tipicità. Pizza, focacce, pasta, risotti, mozzarella, Parmigiano, verdure (pomodori, olive, cipolle, aglio, zucchine, zucche....), centinaia di formaggi. E poi profumi ed erbe aromatiche, come rosmarino, timo, basilico, peperoncino, anice....
Infine carni e pesci.
A chi non ricorda la famosa "Piramide alimentare" della nostra dieta, che parte da prodotti da consumare con frequenza, con pochi grassi e calorie (come frutta e verdura) e gli altri da gustare con parsimonia, come le carni rosse, ricordiamo che il maiale in questione, #salumi e #vino, esistono, sono contemplati, sono consigliati con parsimonia e giuste porzioni, una volta a settimana, perchè parte della dieta, in un paese, dove le persone vivono a lungo, molto più che negli altri paesi europei.
Quindi cari lettori, non possiamo mettere in discussione la nostra cultura gastronomica, le tradizioni regionali apprezzate dal mondo intero e nemmeno il parere dell'Unesco.
Possiamo evitare la sofferenza degli animali destinati al macello, certo, quella del pescato che provoca lesioni fisiche e morti lente per asfissia, possiamo migliorare l'ambiente, consumare con più attenzione la carne, evitare sprechi, certo.
Ma rimuovere un maialino in una vetrina della macelleria, sarebbe come togliere da una gioielleria un solitario di diamanti, solo perchè urta la sensibilità di chi non potrà mai permettersi d'acquistarlo.
Senza scomodare le leggi italiane, ma parlando ancora di sensibilità, scevra da ipocrisia, anche la "cultura" delle donne mutilate negli organi genitali e le bimbe di 10 anni date in sposa a sessantenni, urtano il nostro animo e andrebbero rimosse, senza esitazioni.
Wilma Zanelli - Gusto Italiano